SITI UNESCO
Nel 2020 l’isola di Moheli è stata riconosciuta riserva della biosfera dell’UNESCO. La selvaggia e vergine Moheli è caratterizzata da una fauna di lemuri e pipistrelli endemici e fu sede, inoltre, di un ultimo sultanato, tutto al femminile.
Si tratta, dunque, di un paradiso che preserva intatto il suo fascino primordiale, una natura primigenia e spiagge deserte che farebbero impallidire le più famose destinazioni turistiche internazionali, ma è ancora tutte da scoprire.
Le medine di Mutsamudu, Domoni, Itsandra, Iconi e quella di Moroni, dal 2007 attendono solo di essere inserite tra il Patrimonio dell’Umanità UNESCO, per la loro eccezionalità e il loro bisogno urgente di salvaguardia.
ARTE RUPESTRE
Allo stato attuale non sono stati scoperti siti di arte rupestre.
ARCHITETTURA
L’architettura delle Isole Comore riflette il mix culturale che caratterizza la storia dell’arcipelago. Sono infatti visibili influenze africane, arabe, persiane, malgasce e, in parte, europee.
Testimonianza di queste articolate tradizioni sono:
- Le moschee storiche e i resti dei Sultanati: l’Islam ha fortemente influenzato l’architettura dell’arcipelago, a cominciare dalle moschee. Si tratta di luoghi di culto semplici, con minareti bassi e decorazioni geometriche. Una delle più antiche è la Moschea Badjanani, nota anche come la Moschea del Venerdì, di Moroni, originariamente costruita nel 1427. Il minareto è stato aggiunto invece nel 1921. Sulla costa orientale dell’isola si trova, invece, il villaggio del XII secolo di Domoni, circondato di antiche mura che proteggevano le splendide dimore signorili, oggi in rovina, con le loro incredibili decorazioni policrome, e un palazzo reale, risalente al sultanato locale del XIII secolo, ancora miracolosamente molto ben conservato. Un altro esempio di quello che fu un sultanato sono le rovine del Palazzo dei Sultani di Bambao, che si affacciano sul mare, e l’antica cinta muraria sulla sommità della collina.
- L’architettura urbana delle città: riflette lo stile swahili, con vicoli stretti, case a due piani, e facciate modeste ma eleganti. I portoni sono spesso intagliati e finemente lavorati. Mutsamudu, piccola città marittima sull’Isola di Anjouan, conserva nella sua medina del XIV secolo, un insieme di stretti vicoli sui, antichi palazzi principeschi, luoghi di culto islamico e mausolei. Se le antiche mura che proteggevano il nucleo originario, sono ormai sparite, il Palazzo di Ujumbé è ben conservato. Culla della cultura di origine swahili delle Comore è senza dubbio la medina di Itsandra, risalente al XIV secolo e situata sull’Isola di Grande Comore (Ngazidja in lingua locale). Per lungo tempo ne fu il porto marittimo principale e la capitale, prima che questa venisse spostata a Moroni. A Itsandra sono ancora oggi ammirabili tra gli stretti vicoli e le tortuose scalinate: una fortificazione del XVII secolo, la curiosa casa tradizionale di Chingo Nyamba, dal suggestivo tetto a forma di testuggine, risalente al XIII secolo, la dimora del santo Al Habib Omar Sumet e una moltitudine di moschee, costruite tra il XIV e il XIX secolo. A Itsandra è presente la tipica urbanizzazione tradizionale comoriana, il cui fulcro ruota attorno alle piazze pubbliche in muratura, dall’accesso scandito tramite le bellissime porte monumentali.
- Case tradizionali: costruite in pietra e con blocchi di corallo. Si trovano lungo la costa. Molte di queste case stanno però per essere sostituite con il cemento.
- Influenze coloniali francesi: durante la colonizzazione francese furono introdotti edifici amministrativi e case coloniali in stile europeo, soprattutto nella capitale Moroni.
ARTE TRADIZIONALE
Tra gli oggetti rappresentativi dell’arte tradizionale:
- Ceramiche e tessuti tradizionali che si trovano facilmente nei mercati locali.
- Oggetti intagliati in legno: dai mobili a piccoli oggetti decorativi.
CINEMA
Non ci sono notizie attendibili circa la storia del cinema delle Comore.
LETTERATURA
- La letteratura comoriana affonda le sue radici nelle tradizioni orali, attraverso racconti popolari, miti e leggende tramandati di generazione in generazione. Molti di questi racconti, noti come “hali”, sono simili a favole e spesso trasmettono insegnamenti morali. Queste storie sono state influenzate dalle tradizioni arabe e sono state scritte principalmente in comoriano, francese e arabo.
- Negli ultimi decenni, scrittori comoriani hanno iniziato a emergere sulla scena letteraria internazionale. Tra questi:
- Mohamed A. Toihiri: Considerato il primo romanziere comoriano pubblicato, Toihiri ha scritto opere come “République des Imberbes” (1985) e “Le Kafir du Karthala” (1995), che esplorano temi politici e sociali.
- Coralie Frei, infermiera e scrittrice delle Comore che attualmente vive in Svizzera. È la prima donna comoriana a scrivere un romanzo e ha anche scritto poesie. Nata a Ouani, ha iniziato gli studi nella sua città natale per poi proseguirli a Mutsamudu e al Lycée Saïd Mohamed Cheik di Moron. È autrice di “La perle des Comores : destin d’Anjouannaise”, un romanzo che racconta la storia di una giovane donna proveniente da Anjouan, una delle isole dell’arcipelago;
- Salim Hatubou, scrittore e narratore franco-comoriano, nato il 20 giugno 1972 a Hahaya, Grande-Comore, e morto il 31 marzo 2015 a Marsiglia. È conosciuto per “Contes et légendes des Comores”, una raccolta di miti e leggende che offre uno spunto sull’immaginario collettivo comoriano;
- Touhfat Mouhtare, poetessa e scrittrice, Mouhtare ha pubblicato “Ames suspendues” (2011) e il suo primo romanzo “Vert cru” (2018), opere che esplorano la mitologia, la memoria transgenerazionale e la spiritualità;
- Faïza Soulé Youssouf, giornalista e romanziera, Youssouf ha scritto “Ghizza, à tombeau ouvert” (2015), un romanzo che affronta temi di identità e società.
MUSICA
- La musica delle Comore è un affascinante intreccio di tradizioni africane, arabe e malgasce. Dalle melodie ancestrali alle sonorità contemporanee, la musica comoriana è un elemento fondamentale dell’identità nazionale.
- La musica tradizionale comoriana include strumenti come il gabusi (lute), il ndzendze (cetra), il msondo (tamburo) e il ndzumara (oboe primitivo). Questi strumenti sono utilizzati in vari contesti, dalle celebrazioni nuziali ai rituali spirituali
- Tipica delle Comore è il “Twarab”, forma musicale influenzata dalla tradizione taarab di Zanzibar, caratterizzata da testi poetici e arrangiamenti orchestrali. Strumenti come l’oud (liuto arabo), il violino e la msondo (tamburo) sono comunemente utilizzati. Gruppi noti includono Sambeco, Belle Lumière, Chamsia Sagaf.
- Per quanto riguarda la musica contemporanea, molto nota è Nawal, artista che fonde influenze comoriane, africane e arabe, considerata addirittura “la voce delle Comore”. La cantante utilizza strumenti come la chitarra e il qanbūs, un liuto a manico corto originario dello Yemen e poi diffusosi nella penisola arabica. Canta in comoriano, arabo, francese e inglese.
Testo a cura di Paola Scaccabarozzi