Un viaggio lungo oltre trentacinque anni attraverso l’Africa, raccontato con la china, i taccuini e lo sguardo di chi il continente non si è limitato a visitarlo, ma lo ha vissuto profondamente. Dal 2 agosto al 27 settembre 2026, la Sala Arturo Nathan del Magazzino 26, nel Porto Vecchio di Trieste, ospita “Africa 1970-2005. Disegni di Edoardo Di Muro. Trieste-Dakar”, grande retrospettiva dedicata all’artista e illustratore scomparso nel 2022.
La mostra presenta oltre 100 opere, selezionate da una produzione che supera i 700 lavori, tra disegni originali, litografie e taccuini realizzati durante decenni trascorsi viaggiando e vivendo in numerosi Paesi africani.
Edoardo Di Muro, una vita legata all’Africa
Nato a Cuneo nel 1944, Edoardo Di Muro sviluppò fin da bambino una forte passione per il disegno. Prima di dedicarsi alla sua vita africana svolse diversi lavori, tra cui quello di guardiacaccia nei parchi delle Alpi Marittime.
La svolta arrivò nel 1973, quando si imbarcò come marinaio su una nave cargo e raggiunse l’Africa. Quell’incontro avrebbe segnato definitivamente la sua esistenza.
Di Muro scelse infatti di immergersi nella realtà del continente, osservandone da vicino la vita quotidiana e attraversando nel corso degli anni Paesi come Senegal, Mali, Niger, Mauritania, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Benin, Togo, Camerun, Gabon, Angola, Namibia, Sudafrica, Etiopia, Kenya e Tanzania.
Il suo tratto, estremamente dettagliato e realizzato soprattutto a china e rapidograph, nasceva spesso direttamente sul posto. Mercati affollati, villaggi, grandi alberi, foreste, animali, danze, lavori domestici e scene di vita urbana diventavano così una sorta di diario visivo del continente.
Dai parchi della Costa d’Avorio a Dakar
La biografia di Di Muro si intreccia continuamente con quella dell’Africa occidentale. In Costa d’Avorio lavorò, tra le altre cose, come guida nel Parco Nazionale della Comoé, mentre in Senegal sperimentò anche la realizzazione di batik.
Proprio Dakar occupa un posto particolare nella sua storia artistica. Nel dicembre del 1979 vi tenne una mostra alla Galerie 39 che attirò l’attenzione dell’allora presidente del Senegal e poeta Léopold Sédar Senghor. Il presidente lo ricevette successivamente nel palazzo presidenziale e acquistò una serie completa delle sue litografie.
Negli anni Ottanta Di Muro lavorò anche a Parigi, collaborando con riviste come Charlie Hebdo e Pilote ed entrando in contatto con importanti protagonisti della scena del fumetto francese, tra cui Georges Wolinski e François Cavanna.
La sua produzione non rimase però confinata al mondo dell’arte. Realizzò anche illustrazioni destinate a manuali medici per comunità e villaggi africani e pubblicò antologie introdotte da personalità della cultura del continente come il regista senegalese Ousmane Sembène e il musicista camerunese Francis Bebey.
Un’Africa raccontata anche attraverso le sue contraddizioni
I disegni di Edoardo Di Muro non mostrano soltanto la bellezza dei paesaggi africani. Una parte della sua produzione affronta questioni politiche e sociali che attraversarono il continente negli anni della decolonizzazione.
In Angola entrò in contatto con l’MPLA durante la lotta contro il colonialismo portoghese, mentre nell’Africa australe sostenne la causa della SWAPO per l’indipendenza della Namibia, realizzando anche manifesti utilizzati nelle proteste contro le disuguaglianze e il sistema coloniale.
Arte e documentazione finiscono così per sovrapporsi: il disegno diventa uno strumento per registrare non soltanto luoghi e persone, ma anche trasformazioni storiche e tensioni sociali.
Il percorso della mostra al Magazzino 26
L’esposizione di Trieste è articolata in tre grandi sezioni.
La prima parte parte proprio dal luogo che ospita la mostra: il porto. Il percorso mette simbolicamente in comunicazione Trieste e Dakar, due città affacciate sul mare e storicamente legate alle rotte marittime. Fotografie d’archivio e grandi immagini contribuiscono a ricostruire questo dialogo tra Mediterraneo e Africa occidentale.
La seconda sezione conduce invece nella dimensione naturalistica dell’opera di Di Muro. Protagonisti diventano flora, fauna e paesaggi africani, con particolare attenzione ai grandi alberi minuziosamente riprodotti dall’artista.
La terza parte si concentra sull’elemento umano e antropologico: villaggi, strade cittadine, mercati, danze e attività quotidiane restituiscono un’Africa osservata dall’interno e rappresentata attraverso innumerevoli dettagli.
Un allestimento immersivo tra arte e design
A contribuire all’atmosfera della mostra è anche l’allestimento progettato dall’architetta Giulia Sgrò.
Accanto alle opere di Di Muro trovano spazio piante esotiche e alcuni arredi della collezione M’Afrique di Moroso, tra cui le sedute Banjooli, Baobab, Modou e Shadowy. La collezione nasce da una collaborazione con artigiani senegalesi e crea un ulteriore collegamento con l’Africa contemporanea.
Il percorso comprende inoltre fotografie dedicate alla produzione artigianale degli arredi in Senegal, mettendo in relazione il lavoro di Di Muro con forme più recenti di dialogo tra creatività europea e africana.
Da Trieste a Dakar
La mostra è curata da Paola Bristot e Mimina Di Muro, antropologa e figlia dell’artista, ed è realizzata dall’Associazione Culturale Viva Comix in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Il titolo “Trieste-Dakar” non rappresenta soltanto un richiamo simbolico. Terminata l’esposizione triestina, infatti, il progetto proseguirà il proprio viaggio proprio in Senegal, a Dakar, riportando idealmente i disegni di Di Muro in uno dei luoghi centrali della sua esperienza africana.
Informazioni pratiche
Africa 1970-2005. Disegni di Edoardo Di Muro. Trieste-Dakar
Sala Arturo Nathan – Magazzino 26, Porto Vecchio, Trieste
Dal 2 agosto al 27 settembre 2026
La mostra è aperta il giovedì dalle 16:00 alle 20:00 e venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 11:00 alle 20:00.
Ingresso libero.