La storia di Mauritius è molto particolare, basti pensare che l’isola non era abitata prima dell’arrivo degli europei.
Ecco dunque i periodi salienti:
PERIODO PRE COLONIALE
- L’isola era conosciuta dagli Arabi fin dal X secolo. Loro la chiamavano “Diva Harab”. Anche i Malesi erano a conoscenza della sua esistenza, ma nessuno si era ancora insediato a Mauritius.
- Mauritius fu certamente scoperta dai Portoghesi all’inizio del XVI secolo. Gli storici però non sono concordi su chi la scoprì davvero: Diego Fernandez Pereira o Diogo Diaz o Pero Mascarenhas? Sta di fatto che la scoperta non suscitò grande interesse. Erano state già aperte altre rotte commerciali nell’Oceano Indiano, come le Comore, Cylon e il Mozambico.
COLONIZZAZIONE OLANDESE
- 1598: durante una spedizione per le Indie Orientali, composta da otto navi olandesi e comandata da Jacob Corneliszoon van Neck, Jacob van Heemskerck e Wybrand van Warwijck, una tempesta determinò la fortuita scoperta di Mauritius. Era il 17 settembre quando cinque imbarcazioni delle otto partite riuscirono ad approdare nella baia protetta di Grand Port. L’isola di Mauritius da quello momento si chiamò così in onore del principe Maurice di Nassau, figura chiave nella rivoluzione olandese contro la Spagna.
- 1606: gli Olandesi giunsero per la prima volta nella regione di Port Luis, ossia l’attuale capitale. Colpiti dal gran numero di tartarughe terrestri presenti, nominano la zona “Rade de Tortues”.
- 1638: Mauritius divenne ufficialmente colonia olandese. Il primo governatore fu Cornelius Gooyer, seguito quasi immediatamente da Adriaan Van Der Stel che ebbe una storia molto particolare. Van Der Stel sbarcò, infatti, sull’isola con settanta uomini, di cui quaranta invalidi convinti che lì avrebbero ritrovato la salute, come ovviamente non avvenne. Inoltre l’olandese portò con sé semi, frutti e piante di canna da zucchero. Portò anche conigli, pecore, anatre, piccioni, oche e cervi con lo scopo di rifornire se stesso e le navi di passaggio. Nel frattempo furono anche tagliati molti alberi di ebano presenti sull’isola, grazie anche all’aiuto di schiavi provenienti dal Madagascar. Nel frattempo si iniziò a coltivare riso, indaco, tabacco e canna da zucchero, insieme a alberi da frutto e ortaggi. Ma nonostante questi sforzi, l’approvvigionamento alimentare non era garantito. Nel 1644 un ciclone distrusse le coltivazioni.
- Metà del XVII-inizio XVIII: le sfide che i coloni olandesi dovettero sopportare furono molte: dalle malattie tropicali alle tempeste e al mal tempo in genere che impattava in maniera significativa sulla possibilità di alimentarsi. Nel 1659 proprio per queste ragioni i coloni si ritirano da Mauritius. Un nuovo tentativo di ristabilirsi sull’isola avvenne cinque anni dopo, ma con esiti negativi a causa dell’ammutinamento dell’equipaggio che abbandonò l’isola. Mauritius fu definitivamente abbandonata dagli olandesi nel 1710.
I FRANCESI
- Nel 1715, il capitano francese Guillaume Dufresne d’Arsel, in nome della Compagnia francese delle Indie orientali, prese possesso dell’isola e la ribattezzò “Ile de France”. Il lento iniziale processo di colonizzazione accelerò in maniera significativa con Bertrand François Mahé de La Bourdonnais, ammiraglio francese, ufficiale della Marina e Amministratore delle Colonie francesi.
- 1767: l’amministrazione dell’isola passò dalla Compagnia direttamente al Governo francese che controllò Mauritius fino al 1810, bando il periodo della rivoluzione francese, in cui gli abitanti di Mauritius si auto proclamarono indipendenti. Durante il periodo Napoleonico, Mauritius era il luogo prediletto per gli attacchi commerciali alla marina britannica.
GLI INGLESI
- 1810: Gli inglesi conquistarono l’sola il 3 dicembre 1810, dopo una spedizione militare denominata “Invasione di Mauritius”.
- 1814: il possesso britannico fu con il Trattato di Parigi, alla fine delle guerre napoleoniche. La Francia cedette Mauritius, ma ottenne garanzie per i coloni francesi, tra cui il mantenimento della lingua francese, delle leggi civili francesi e della religione cattolica.
- 1835: data dell’abolizione della schiavitù, grazie al primo governatore inglese, Robert Farquhar, che aveva dato inizio a un processo di sviluppo sociale ed economico. Gli agricoltori ricevettero 2 milioni di sterline come indennizzo per la liberazione di schiavi africani e malgasci impiegati nelle piantagioni.
- XIX sec.: afflusso significativo di lavoratori provenienti dal Madagascar, dal Giappone, dalla Cina e soprattutto dall’india impiegati nelle piantagioni. L’afflusso di indiani fu elevatissimo, al punto che nell’odierna Mauritius gli “indo-mauriziani” costituiscono l’etnia dominante.
- Primi decenni XX sec.: forti tensioni tra braccianti indiani e élite di origine francese che porto, nel 1936, alla nascita del primo partito polito dei lavoratori del Paese, il “Mauritius Labour Party”, (MLP).
VERSO L’INDIPENDENZA
- 1948: si tennero le prime elezioni, vinte dal MLP.
- 1961: fu concesso dagli Inglesi l’autogoverno.
- 1967: nuove elezioni, sempre vinte dal MLP coalizzato con forme minori hindu e mussulmane.
- 12 marzo 1968: indipendenza di Mauritius dal Regno Unito, sotto forma di monarchia parlamentare con la Regina Elisabetta II come capo di Stato. Il primo Primo Ministro è Seewoosagur Ramgoolam.
POST INDIPENDENZA E ATTUALITÀ
- Anni Settanta: nascita del movimento socialista “Mouvement Militant Mauricien/part Socialiste Mauricien (MMM/PSM).
- Anni Ottanta e Novanta: nel 1982 il MMM/PSM vinse le elezioni. L’anno successivo fu fondato un nuovo partito, il “Mouvement Socialiste Mauricien” (MSM), che divenne il partito di governo. L’MSM aveva l’obiettivo di fare di Mauritius una repubblica del Commonwealth. Il risultato fu raggiunto nel 1992 quando Cassam Uteem fu eletto come primo presidente per restare in carica fino al 2002.
- Il 3 ottobre 2024, i governi britannico e mauriziano hanno annunciato, in una dichiarazione congiunta, il trasferimento della sovranità dell’arcipelago a Mauritius.
Testo a cura di Paola Scaccabarozzi