GUIDE VIAGGIO
Italiano
- “Madagascar”, Lonely Planet, 2024, (ISBN 978-88-5928-344-7)
- “Madagascar. Con mappa staccabile”, di Heiko Hooge e tradotta da Cristina Malimpensa e Elena Tonazzo, Dumont, 2018, (ISBN 978-8899694142).
CARTE GEOGRAFICHE
- “Madagascar 1:1250000”, Ign, 2016, (ISBN 978-2758538608)
- “Africa Central & South, Madagascar 1:4.000.000: Map”, Michelin Éditions, 2019 (ISBN 978-2067172555).
SAGGI
- “Verde stupore. Madagascar. Carnet della foresta pluviale. Ediz. a colori”, di Stefano Faravelli, EDT, 2016, (ISBN 978-8859226390). Si tratta di un saggio naturalistico e insieme di un libro artistico e anche “un po’ magico”. “Da bambino”, racconta l’autore, “volevo essere un Aye-aye. E siccome l’enciclopedia a dispense Natura Viva cominciava, prolissamente sistematica, con i primati e la lettera A, quello fu il primo animale che rivestii di sapere zoologico. Fu anche il primo nome scientifico mandato a memoria: Daubentonia mada-gascariensis. Insieme al nome, anche un luogo, un’isola lunare e stravagante entrò nella mia geografia personale. A distanza di anni il Madagascar mi ha nuovamente chiamato, con l’invito a partecipare in qualità di peintre agrégé a una spedizione erpetologia in una delle più intatte foreste pluviali dell’ Isola Rossa. In questo straordinario atelier ho lavorato per venti giorni, accampato con alcuni zoologi e due guide sotto il verde manto della canopea, intento a tradurre in segni e disegni lo stupore dinnanzi alla Bellezza fantasmagorica di questo luogo, dove ogni raggio di luce che filtra dal folto illumina creature leggendarie e misteriose. Da questo soggiorno è nato un carnet de voyage che sposa l’immediatezza del disegno dal vero alla acribia descrittiva del naturalista “in pectore” che sono sempre stato. Al ritorno, questa straordinaria esperienza è tornata a nutrire il mio pensiero. La Foresta, quasi fosse un Libro sacro, custode di segreti e di misteri, mi ha ispirato il breve scritto Esegesi della foresta che accompagna il carnet: pagine dove gli incontri con piante e animali, guide aborigene e scienziati, diventano pretesti per indagare categorie come naturale e sovrannaturale, animalesco e antropomorfo, scienza e immaginazione.”
ROMANZI
- “Io e i lemuri. Una spedizione in Madagascar”, di Gerald Durrell, Adelphi, 2003, (ISBN 978-8845917684). Alla fine degli anni Ottanta Gerald Durrell intraprende una spedizione in Madagascar per catturare qualche esemplare di aye-aye, un lemure caratteristico della zona, e garantirne così la riproduzione all’interno del Jersey Wildlife Preservation Park. Giunto nell’isola Durrell si mette sulle tracce dei misteriosi lemuri. E nel mercato salva il primo esemplare, altrimenti destinato alle pentole di un’abile massaia indigena. Durrell sa trasformare ogni evento, ogni aspetto dell’indagine scientifica in sorprendente avventura, in resoconto brillante e vivace: anche un tentativo di suicidio, prontamente rimandato per accudire un piccolo lemure, anche lo studio del vocabolario degli aye-aye.
- “Sotto il cielo del Madagascar”, di Giulio Querini, Fazi Editore, 2015 (ISBN 9788876258305). Il gesuita Padre Saverio decide di partire come missionario per il Madagascar, un Paese sul quale si è documentato a lungo. Arrivato a Tananarive, sente parlare del Maestro, un uomo che nessuno ha mai visto, la cui dottrina rispetta il bisogno di “miracolo e mistero” del popolo malgascio, contrapponendosi all’occidentalizzazione forzata del paese.
Dopo qualche tempo, viene trasferito a Tuler, una piccola cittadina nel sud del paese, e comprende pienamente che ormai è il Maestro – e non la Chiesa – ad attirare un numero sempre più alto di seguaci. C’è tra questi Anita, un’affascinante ragazza che vende mandarini al mercato, con un figlio piccolo a carico. Tra il prete e la ragazza nasce una storia d’amore che diventa tormento per padre Saverio.
L’autore è un economista che ha frequentato per decenni il Madagascar e lo conosce come pochi altri. La misteriosa figura del Maestro riecheggia gli insegnamenti del famoso economista Federico Caffè, maestro dell’attuale Presidente della Banca Centrale Europea, scomparso in misteriose circostanze nel 1987 e mai più ritrovato. Nel romanzo si assaporano le atmosfere uniche dell’ultimo paradiso terrestre rimasto sulla faccia della Terra, dove la storia sembra essersi fermata agli inizi della nostra storia. - “Le città della notte rossa”, di William Burroughs, Elliot, 2015, (ISBN 978-88619288249. Nulla è vero. Tutto è permesso”. In questa frase è riassunta la poetica del romanzo. “Le città della notte rossa” è la storia di un pirata del XVIII secolo, il Capitano Mission, fervente sostenitore della libertà e dell’uguaglianza, nonché acerrimo nemico di ogni forma di tortura e schiavitù. Basandosi su questi principi egli creò in Madagascar una colonia a cui diede il nome di Libertaria, che ben presto però venne spazzata via insieme al suo fondatore. Ma cosa sarebbe accaduto se Mission fosse sopravvissuto insieme alla sua utopica Libertaria? Da questa suggestiva ipotesi prende vita uno dei capolavori della produzione di Burroughs, un romanzo nel quale si avvicendano creature che provengono sia dal mondo reale che da quello fantastico o fantascientifico e che tracciano una nuova storia a partire dal XVII secolo per approdare a un futuro non remoto. (Prefazione di Fernanda Pivano).
- “Spegnere il buio”, di Teresio Asola, Eretica ed., 2019, (ISBN 978-8833440774). “Il sospetto che non tutto di sé fosse perfetto divenne certezza quando, superato il piccolo slargo di fronte all’hotel, si sentì circondato da sguardi curiosi e chiacchiericci convulsi, per poi venire assalito da una torma di tassisti. Alla ragazza con bambino splendido se ne unì un’altra, cui se ne accodò una terza, tutte sorridenti, avvolte in vestiti sgargianti e con i loro bimbi infilati nello scialle multicolore. Ognuna intenzionata a vendere qualcosa al ricco manager europeo in abito blu, camicia azzurra, cravatta regimental e scarpe nere.” Tiziano Oi vola in Madagascar per proporre soluzioni energetiche a ministri, ambasciatori e docenti. Il suo compito è debellare il buio, in quell’isola illuminata da sorrisi dove tutto abbonda tranne i beni che noi diamo per scontati. Egli dovrebbe portare la luce, ma è lui a riceverne dagli sguardi dolci e dall’incedere dignitoso delle persone semplici.
ASCOLTI
- “E tiako”, Jaojby, 1997. Album di successo del “Re del Salegy”, una rivisitazione elettronica dell’antsa, la musica corale del Madagascar settentrionale.
- “Valiha”, Justin Vali, 2005. Un’ora e mezza di sonorità eteree di un maestro della vahila di bambù (strumento nazionale del Paese).
- “Valimbilo”, Family, 2018. Ultima uscita di questo chitarrista. Insieme di Township pop e musica del sud-est del Madagascar.
FILM
- “Madagascar” (2005), film di animazione. Quattro animali dello zoo di Central Park (un leone, una zebra, una giraffa e un ippopotamo) finiscono per sbaglio sull’isola di Madagascar, dove scoprono la vita selvaggia.
- “Madagascar: A Treetop Odyssey” (2005). Documentario focalizzato sulla biodiversità nelle foreste del Madagascar, con splendide riprese aeree.
- “Madagascar” (2011), BBC. Serie documentaria in tre episodi della BBC sulla flora e fauna dell’isola, narrata da David Attenborough.
- “Raketa mena”, (2007), documentario. Nel sud del Madagascar, la “raketa mena”, una specie di cactus introdotta all’inizio del 1900, ha spazzato via tutta la flora autoctona e prosciugato tutti i campi destinati alla produzione alimentare. Inoltre, le condizioni climatiche e la pesca industriale privano le popolazioni locali delle risorse marine. L’unico alimento rimasto è il frutto rosso della “raketa mena”. Gli abitanti di Androy ci raccontano come sopravvivono senza acqua e cibo, lontani dalle preoccupazioni dei media e dei politici.
Testo a cura di Paola Scaccabarozzi