La storia di questo minuscolo Paese ha radici antichissime che affondano nelle storia dell’Umanità. Si tratta infatti di una terra ancestrale, caratterizzata persino dalla presenza di alcune delle formazioni geologiche più antiche del mondo.
La sua storia si dipana poi attraverso il racconto della sua monarchia, una delle poche monarchie assolute esistenti attualmente al mondo e che ha radici risalenti al XVIII secolo. Si segue, quindi, il corso dell’impatto della politica del vicino Sudafrica, quello della colonizzazione britannica fino all’indipendenza. Insomma un Paese geograficamente esiguo, ma estremamente interessante.
PREISTORIA
- 3.600 miliardi di anni fa: è il periodo antichissimo a cui risalgono alcune rocce delle Makhonjwa Mountains, una catena montuosa-collinare che si estende per circa l’80% nel nord-est del Sudafrica e per il restante 20% nel vicino eSwatini. Le Makhonjwa Mountains, proprio per questa ragione, fanno parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO.
- 2,5 milioni di anni fa: la regione dell’attuale Sudafrica e dell’area geografica che include anche l’Eswatini costituiva un punto nodale per la storia dell’Umanità. Qui vissero, infatti, i primi Ominidi.
- 48mila anni fa: è stata recentemente scoperta (gruppo di ricerca internazionale, guidato da Gregor D. Bader, del Senckenberg Centre for Human Evolution and Paleoenvironment presso l’Università di Tubinga, 2024) la “Lion Cavern”, situata nell’ Eswatini occidentale, vicino al confine con il Sudafrica. Si tratta della più antica prova conosciuta di estrazione intensiva di ocra al mondo che risale a circa 48.000 anni fa. L’ocra costituisce il pigmento più antico conosciuto usato dagli esseri umani per rappresentare il mondo, come risulta evidente anche dall’osservazione delle figure presenti nella grotta di Lascaux in Francia, risalenti al Paleolitico Superiore.
EPOCA PRE-COLONIALE
- XVI sec: il popolo Swazi, gruppo appartenente all’etnia Nguni (popolazione dell’Africa meridionale), migrò in Mozambico. Si verificarono però scontri con la popolazione dell’odierna Maputo.
- 1750: Gli Swazi, a causa degli scontri crescenti con le popolazioni del Mozambico di etnia Bantu, furono costretti a trasferirsi nella regione dello Zululand, situata nel nord-est della provincia del KwaZulu-Natal, in Sudafrica.
- XIX sec.: a causa delle pressioni del popolo Zulu, gli Swazi si rifugiarono ulteriormente a nord, ossia nell’odierno Eswatini. Dal 1840 fino alla sua morte (1868) Mswati II diventò re dello stato dello Swaziland (attuale Eswatini, il cui nome originario era legato a quello dell’etnia che lo abitava).
IL SUDAFRICA E… GLI INGLESI
- Seconda metà del XIX sec.: il re Mswati chiese aiuto al Sudafrica per proteggersi dalle incursioni Zulu.
- Fine Ottocento-primi del Novecento: lo Swaziland diventò sempre più succube della predominanza sudafricana che si trasformò in presenza di bianchi sul territorio dell’attuale Eswatini. Nel 1902 infatti divennero gli inglesi a controllare il territorio, pur riconoscendo l’autorità dei regnanti dello Swaziland.
- Prima metà del Novecento fino al secondo dopo guerra: se l’intenzione iniziale degli inglesi era quella di accorpare lo Swaziland al Sudafrica, dopo la seconda guerra mondiale e con l’avvento dell’apartheid, gli inglesi optarono per l’indipendenza del piccolo stato che restava però un protettorato britannico.
VERSO L’INDIPENDENZA
- 1964: nacque l’Imbokodvo National Movement (INM), movimento creato dal Consiglio Nazionale Swazi che rappresentava il gruppo consultivo del re Sobhuza II.L’INM si fece sempre più portavoce delle richieste dei partiti più radicali e indipendentisti.
- 1966: il governo britannico acconsentì alla possibilità di stilare la costituzione del Paese (monarchia costituzionale).
- 1967: elezioni parlamentari.
- 1968: il 6 settembre viene dichiarata l’Indipendenza.
UN PAESE SEMPRE PIÙ AUTORITARIO
- 1972: le prime elezioni dello Stato indipendente dello Swaziland sono caratterizzate dalla netta vittoria dell’INM, che ottenne il 75% dei voti.
- 1973: il re Sobhuza annullò la costituzione del 1968 e sciolse il parlamento, trasformando il Paese in una monarchia assoluta. Si instaurò quindi un regime sempre più autoritario in cui vennero proibite tutte le attività politiche e sindacali.
- 1979: venne formato un nuovo Parlamento scelto su nomina da parte del re.
- 1982: morì il re Sobhuza a cui successe la regina reggente Dzeliwe che fu detronizzata poco più di un anno dopo a causa di dispute interne.
- 1983-1986: Il 19 agosto dell’83 prese il posto di Dzeliwe, Ntfombi, la madre di Mswati III (attuale re). La regina reggente, dal carattere decidente volitivo, conquistò grande popolarità all’interno del Paese (tanto da esserne considerata il leader spirituale). Concentrò il potere nella sua persona. Nel 1985 Andy Warhol la inserì addirittura nelle serigrafie che realizzò in onore delle donne regnanti viventi. Intanto nel 1983 il figlio Mswati III venne nominato ufficialmente principe ereditario e il 25 aprile 1986 incoronato re dello Swaziland.
MSWATI III
È l’ultimo monarca assoluto esistente in Africa e uno dei pochissimi rimasti al mondo. Nonostante le promesse di democratizzazione da parte del re Mswati III, in carica dal 1986, il Paese ha continuato a mantenere un atteggiamento intransigente e repressivo, limitando fortemente le libertà politiche.
Nel 2006 il sovrano ha promulgato una nuova Costituzione che, di fatto, ha bandito tutti i partiti politici.
Nel 2018 il Paese ha cambiato ufficialmente nome da Swaziland a eSwatini, in occasione delle celebrazioni per i 50 anni dall’indipendenza dal dominio britannico. La decisione, presa direttamente da Mswati III, è stata annunciata dal sovrano — in uniforme militare — durante le celebrazioni ufficiali:
“Vorrei annunciare che lo Swaziland tornerà al suo nome originale. I Paesi africani stanno tornando ai nomi precedenti alla colonizzazione. Quindi, d’ora in poi, il nostro Paese sarà ufficialmente riconosciuto come il Regno di eSwatini”.
A livello internazionale, inoltre, il nome Swaziland generava talvolta confusione per la sua somiglianza fonetica e ortografica con la Svizzera (Switzerland in inglese).
Nel frattempo, il re continua a condurre una vita nello sfarzo più assoluto, mentre circa il 60% della popolazione vive con meno di 1,25 dollari al giorno.
Il malcontento è cresciuto nel tempo, sfociando nel 2021 in tensioni e manifestazioni popolari che chiedevano maggiore democrazia e il rispetto delle libertà personali.
Testo a cura di Paola Scaccabarozzi