Chiesa rupestre di Bet Gyorgis (Foto di Anthony Pappone)

Foto di Anthony Pappone ©

Uno dei gioielli indiscussi dell’Etiopia è costituto dalla cittadina di Lalibela e le sue chiese rupestri.

Impregnata di storia millenaria, questa cittadina venne fondata durante la dinastia degli Zagwe tra il XII e il XIII secolo, considerata la nuova Gerusalemme d’Africa.

Le chiese rupestri sono quanto di più eccezionale e suggestivo l’architettura etiope ci abbia tramandato, denotando un unicum straordinario che ha contribuito al diffondersi di leggende, secondo cui furono impegnate « maestranze celesti » nella realizzazione.

Il complesso si sviluppa su un’area relativamente ridotta, in cui si concentrano ben 11 chiese, di cui le 6 costruite nella parte nord-occidentale sono sicuramente le più imponenti.

Una delle loro caratteristica è quella di essere concepite, alcune di esse, come degli enormi blocchi monolitici,scavati nella roccia in profondità verticale e completamente staccati dalle pareti rocciose che li circondano sui lati.

La più imponente è la Bet Medhane Alem, più simile a un tempio greco. Circondata da 34 grandi pilastri rettangolari e sostenuta da 38 colonne. La parte centrale presenta una volta a botte e intorno sono disposte 4 navate laterali. Le finestre in pietra sono decorate ognuna da una croce centrale e nella chiesa è conservata la croce d’oro che pesa 7 kg che venne rubata nel 1997 e in seguito ritrovata.

Una galleria collega Bet Medhane Alem a un cortile dove sorgono altre tre chiese, di cui una dedicata alla Vergine, concepita con forme architettoniche cariche di simbologie e decorata di splendidi affreschi e intagli, oltre a conservare un bassorilievo raffinatissimo, raffigurante San Giorgio e il Drago.

Nella parte nord-occidentale, quella più venerata di tutte è sicuramente la Bet Golgotha, il cui ingresso è proibito alle donne. Qui sono conservati tra gli esempi più alti di arte cristiana dell’Etiopia, come le sculture dei santi nelle nicchie di pietra, la tomba del re Lalibela e alcuni oggetti ad esso appartenuti.

Nella zona sud-orientale sono conservate le chiese monolitiche più belle e raffinate di Lalibela.

I capolavori indiscussi sono i monoliti di Bet Amanuel e Bet Giyorgis, di cui la prima presenta alcuni influssi axumiti. La seconda si dice venne edificata dal re Lalibela a seguito della visita di San Giorgio in persona. Si presenta isolata dal resto delle chiese e presenta una forma a croce greca. Qui sono conservate ancora due scatole in legno dell’epoca, di cui una conserva un crocefisso il cui oro si dice provenga dal tempio di re Salomone a Gerusalemme.

Visitare l’area delle chiese rupestri e la città di Lalibela diventa ancor più suggestivo durante una delle importanti festività della chiesa etiope, come il Natale ortodosso (Leddet o Genna) e la Pasqua ortodossa (la Fasika), in cui migliaia di pellegrini vestiti con le tuniche bianche giungono da tutto il paese e i sacerdoti indossano i loro paramenti più belli.