Arte Tradizionale

L’arte tradizionale in Etiopia è indissolubilmente legata alla religione e in pittura le iconografie sono prevalentemente a carattere religioso. Ogni chiesa etiope è decorata di pitture che rappresentano la vita di Cristo e dei Santi, resi con una prospettiva stilizzata e proporzioni naïve. L’influenza dell’arte sacra e delle icone si riscontra anche sullo stile contemporaneo. Ricordiamo tra gli esponenti contemporanei un nome per tutti, Afewerk Tekle. Morto nel 2012, è stato l’artista più famoso e quotato dell’Africa intera. Famosi sono i suoi dipinti su tela di enormi dimensioni e i suoi ritratti, il cui stile si ispira alle antiche icone su legno e alle pitture murali a soggetto sacro.

Un discorso a parte meritano i bellissimi manoscritti, l’espressione più alta dell’arte etiope. Ancora oggi ci sono stati tramandati dei preziosissimi manoscritti miniati, corredati di immagini che fungevano da illustrazioni per i più incolti e rilegati finemente con tavolette di legno rivestite di pelle. A causa dei saccheggi da parte dei musulmani e dei dervisci, una buona parte del patrimonio anteriore al XIV secolo è andato perduto.

Anche l’artigianato etiope ha una lunga tradizione e, se l’arte sacra è l’espressione di alcuni gruppi etnici di fede ortodossa, ogni etnia del paese ha i propri manufatti artigianali legati alla tradizione. Le materie prime a disposizione sono tante, dal legno all’oro, dal cuoio al corno, dai tessuti alla paglia, dalla ceramica all’argilla. Per esempio gli Harar sono famosi per le loro belle ceste, mentre il centro di lavorazione del legno è nell’ovest del paese, presso Jimma. I konso sono esperti lavoratori della lana, mentre i gurage del cotone, producendo i capi di abbigliamento tipici negli altipiani, sia femminili che maschili, finemente ricamati e rifiniti.

Architettura

Il patrimonio architettonico in Etiopia possiede un valore inestimabile ed è considerato la testimonianza storica per eccellenza delle civiltà passate.

Gli stili sono vari, a seconda delle epoche e delle influenze esterne. Ma tra quelli più antichi, lo stile di Axum, sembra essere autoctono e esente da influssi stranieri. La lavorazione delle mura in pietra e legno, denota tutta l’originalità dell’architettura axumita, di cui le espressioni più caratteristiche sono i grandi obelischi di Axum, Debre Damo e la chiesa di Yemrehanna Kristos. Tra le architetture rupestri, un unicum di incredibile bellezza sono le 11 chiese di Lalibela, considerate l’esempio più raffinato di architettura paleocristiana. Molte di queste sono concepite come enormi monoliti scolpiti nella roccia e risalgono alla dinastia Zagwe.

Un altro stile che ci conserva un esempio prezioso è quello della città di Gondar, nella cui cinta imperiale sono ravvisabili influssi portoghesi, indiani e moreschi, rielaborati con caratteristiche tipicamente etiopi, come le decorazioni in tufo rosso che arricchiscono le finestre.

Musica

La musica permea la vita di ogni etiope e ovunque nelle strade o nei taxi si sentiranno le tipiche sonorità etiopi. Una delle forme più tradizionali di musica, sono le improvvisazioni degli azmari con i loro mazenki (violini). La tradizione vuole che fossero i cantastorie addetti a far divertire la corte, come dei giullari etiopi. Oggi questa tradizione si è tramandata di generazione in generazione e ogni angolo di strada o ristorante è frequentato da numerosi azmari itineranti che improvviseranno le loro composizioni di fronte alla gente o cantando ai matrimoni.

Un’altra espressione musicale tipica e tradizionale è la musica sacra (aquaquam), che risale al VI secolo e viene accompagnata prevalentemente dal tamburo (kabaro) e da un sonaglio (tsinatseil).

Tra gli strumenti musicali più comuni sono la begenne (arpa) e il krar (lira a 5 o 6 corde) e i flauti di vario tipo. Uno dei generi musicali di maggior successo oggi è la musica popolare amharica e il pop etiope contemporaneo, tra cui gli esponenti di maggior successo sono Aster Aweke, Ejigaheyehu Shibabaw (alias Gigi), Tewodros Kassahun (alias Teddy Afro), e Ali Bira.

Cinema e Fotografia

Contrariamente al teatro che vanta una lunga tradizione locale in lingua aramaica, l’industria cinematografica non si è sviluppata in Etiopia e solo in tempi recenti si sono distinti alcuni registi di livello, tra cui Hailé Gerima che con il suo film Teza ha vinto il più prestigioso premio cinematografico africano al Fespaco di Ouagadougou nel 2009.

Letteratura

La letteratura ha una tradizione lunga 2500 anni, che affonda le sue radici nelle iscrizioni in lingua ge’ez. A partire dal regno axumita comincia tuttavia una vera e propria produzione letteraria in ge’ez, con la prima traduzione della Bibbia dal greco. Lingua che continua ad essere utilizzata in letteratura anche con l’avvento dell’amarico a lingua ufficiale. La redazione del Kebra Nagast, l’opera epica più importante per il popolo etiope, risale probabilmente al XIV secolo e racchiude in se versi ispirati alla storia, alla tradizione , alla religione e alla cultura etiope. Nel 1773 in Etiopia venne rinvenuta l’unica copia completa esistente del Libro di Enoch, tradotta in lingua ge’ez.

Per quanto riguarda la letteratura contemporanea, gli autori etiopi si sono sempre dovuti scontrare con la censura del governo del Derg e molti di essi hanno dovuto abbandonare il proprio paese.  Al contrario, la vasta letteratura orale, tipica di tutta l’Africa, è sopravvissuta in Etiopia a tutte le epoche e tramandata fino ai giorni nostri sotto forma di favole, leggende, proverbi e indovinelli.