Si tratta di una delle storie più antiche dell’Africa, rimasta all’ombra delle antiche civiltà egizie pur essendone parte integrante.

Le prime tracce di antropizzazione nel Sudan risalgono all’epoca paleolitica, mentre il cranio di un homo sapiens, rinvenuto nella valle del Nilo Azzurro e numerosi ritrovamenti di manufatti rudimentali in pietra, soprattutto a Nuri, testimoniano l’antichità di questa terra, probabilmente un tempo fertile e produttiva.

Regno di Kush o Nubia

La parte settentrionale era un tempo conosciuta come Regno di Kush, o Regno della Nubia, la cui fiorente civiltà si insedio’ nella sesta cataratta della Valle del Nilo. La storia degli antichi regni nubiani va di pari passo con la civiltà faraonica dell’Egitto, scontrandosi sovente con essa, subendone gli influssi e influenzandola a sua volta, in un territorio in cui i confini non rispettavano certo i confini geopolitici attuali, tanto che per lungo tempo nel XXII secolo a.C. la Nubia allargo’ i suoi domini fino ad Assuan. La città di Kerma divenne nel III millennio a.C. il principale centro del Regno di Kush, dove passavano le rotte commerciali tra nord e sud, snodo tra la civiltà egizia e l’Africa subshariana. Anche la Nubia eresse i propri monumenti, le proprie fortezze e tombe reali. La prima testimonianza di monumenti non egiziani in Africa, sono le deffufa, ancora oggi avvolte nel mistero, ma che probabilmente fungevano da templi religiosi. A partire dal XV secolo a.C. un nuovo fervore faraonico porta alla conquista della Nubia da parte dell’Egitto e all’incrementazione del culto di Amon. E’ durante il periodo della Nubia egiziana che vengono edificati templi come quello di Soleb o quello di Amon a Djebel Barkal. La nuova capitale diventa Napata, che sarà retta da un vice-faraone fino alla fine dell’età d’oro, quando la Nubia riconquisterà la propria indipendenza e ricomincerà il suo espansionismo a nord della VI cataratta. E’ il periodo dei cosiddetti Faraoni Neri, durante il quale e per la prima volta, i re nubiani prendono il controllo di tutto l’Egitto, autoproclamandosi faraoni e facendosi costruire tombe a forma di piramide, rigorosamente in Nubia, a El-Kurru, loro terra di origine. Taharqa fu sicuramente il faraone nero più importante e potente, durante il cui regno si raggiunse l’apice dello splendore. Egli si fece inumare a Nuri. Dopo la sua morte e con l’espansione degli Assiri, il regno kushita in Egitto comincio’ il suo declino. Rientrati in Nubia, i re spostarono la capitale da Napata a Meroe, e qui fecero fiorire una nuova cultura. Meroe intrattenne rapporti con la Grecia, l’Etiopia, la Persia, i popili del sud e con i Romani, coi quali entro’ in conflitto durante l’Impero di Augusto. A partire dal II secolo a.C. il regno comincio’ il suo declino definitivo, fino all’incursione axumita, che pose fine all’era kushita.

Il Cristianesimo e l’Islam, la Nubia Medievale

A partire dal IV secolo il cristianesimo fece la sua comparsa in Sudan, ma contemporaneamente anche l’Islam comincio’ a penetrare in terra di Nubia. I tre pricipali regni che fiorirono nelle città di Dongola, Faras e Sobat erano già cristiani quando cominciarono le prime invasioni musulmane. Tra momenti di scontri e vere e proprie guerre, le due religioni confissero abbastanza pacificamente fino alla fine del 1200. Quando nel 1323 sale sul trono di Dongola un nuovo re, l’Islam diventa religione di corte e le chiese vengono trasformate in moschee. Comincia l’epoca dei regni nilotici dei Founj e dei sultanati feudali musulmani. Solo il confine a est con l’Etiopia rimane l’ultima roccaforte cristiana, fino al XIV secolo. Ma quando James Bruce alla fine XVIII secolo attraversa la Nubia per scoprire la sorgente del Nilo Blu, gli ottomani avevano ormai il controllo dei commerci e il sultanato in Nubia era ormai in pieno declino.

Il periodo Ottomonao e la Colonizzazione anglo-egiziana

Nel 1820 un potente pascià ottomano che regnava al Cairo, Mehmet Ali, invade il Sudan, conquistandolo senza difficoltà e inaugurando l’era della Turkiyah. A questo periodo risalgono le fondazioni delle città di Kassala e di Karthoum, che diventa in breve il nuovo centro del potere, un potere basato soprattutto sul commercio degli schiavi. E’ anche il periodo dei grandi esploratori europei, soprattutto britannici, desiderosi di trovare le sorgenti del Nilo e di controllare il mercato dell’avorio. Quando nel 1879 viene abolita la schiavitù sotto pressione degli inglesi, il potere ottomano-egiziano perde una delle sue fonti principali di ricchezza e la corona inglese ne approfitterà a proprio vantaggio. Alla fine dell’800 un movimento di rivolta, capeggiata da Mohammed Ahmed, il “Mahdi” salvatore della religione musulmana, comincia a coinvolgere l’intero Sudan e aizzare le popolazioni contro il potere egiziano e cotro la corona inglese. Nonostante gli inglesi inviino a Khartoum il più valoroso dei governatori, Charles Gordon, che fece anche fortificare la città, i mahdisti entrano nella capitale nel 1885 e uccidono Gordon, imponendo la sharija nel paese. La malgestione dello stato da parte dei mahdisti e dei loro successori, il vuoto politico lasciato dagli anglo-egiziani e il conflitto di interessi tra il nord e il sud del paese, aprono la breccia agli interessi dei belgi e dei francesi. Dopo un breve periodo in cui le due potenze cercano di imporre il proprio controllo, l’Inghilterra torna in Sudan con l’appoggio dell’Egitto e comincia a riconquistare tutte le città una ad una. Fu questo il periodo di “condominio” sul Sudan del governo anglo-egiziano. Molte riforme economiche vennero promosse, tra cui la costruzione della ferrovia, l’industrializzazione della produzione di cotone, la prima scuola a Khartoum e vennero promosse molte campagne archeologiche. Nel 1922 la corona britannica si risolse a dividere il Sudan in due parti distinte, il sud cristiano e il nord musulmano. Durante la seconda guerra mondiale, le forze politiche locali del Sudan svilupparono un sentimento fortemente nazionalista. Nel 1947 dopo la Conferenza di Giuba, si decise di riunificare il Sudan. Nel 1953 venne abolito il protettorato anglo-egiziano e infine nel 1955 venne dichiarata l’Indipendenza.

Il Sudan Oggi

Fin dall’indipendenza, il Sudan è stato governato da regimi militari che favorirono un orientamento islamico e privilegiarono il Sudan settentrionale.

I conflitti interni e la guerra civile, che hanno dominato la storia del paese dal 1955 al 1972, nacquero dal conflitto di interessi tra le forze governative settentrionali e le forze Anya Nya che rivendicavano l’autonomia della parte meridionale del paese.

Quando nel 1957 il nord propose l’Islam quale religione ufficiale e l’arabo come lingua di stato, i rappresentanti del sud lasciarono l’Assemblea Costituente.  Da quel momento i contrasti tra nord e sud si inasprirono, con rivolte, proteste, vere e proprie rivoluzioni.

Nel 1972 un accordo di pace firmato ad Addis Abeba garantì al sud una sorta di autonomia tramite la costituzione di un’assemblea regionale, soggetta però alla conferma da parte del presidente della repubblica. Ma le tensioni si spostarono a quel punto dal piano politico, al piano socio-economico, con rivendicazioni per il miglioramento delle condizioni economiche e dei diritti fondamentali.

Nel 1983 quando il governo centrale decise di adottare le leggi della sharija nel codice penale e di dividere il sud in tre regioni, ci fu l’ammutinamento di Bor, in cui gran parte degli ufficiali del sud voltarono le spalle al governo e la gurra ricomincio’.

Con l’arrivo al potere di Al Bashir, dopo un colpo di stato militare, nel 1989, la guerra tra nord e sud attraverso’ un periodo di grande intensità, inasprita ancor più dai cnflitti di interessi sempre più crescenti per le ingenti risorse petrolifere presenti nella parte meridionale del paese.

Dopo 20 anni di guerre, referendum, accordi più o meno instabili, venne firmato un accordo di pace globale nel 2005 che apri la strada al referendum del 2011 in cui si è definitivamente stabilita la separazione tra i due stati, quello del Sudan e quello del Sudan del Sud.