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Foto di Anthony Pappone ©

A circa 200 km a nord di Khartoum, si trovano tra le rovine archeologiche più interessanti del paese.

La prima tappa obbligatoria sarà a Musawwarat-es-Sufra, un sito tanto misterioso quanto interessante. Ancora non si sa esattamente la funzione al quale era destinato, ma probabilmente venne costruito per ordine di un re di Meroe, quale centro religioso e per l’allevamento di elefanti, di cui numerose effigi restano in loco.

Dai resti della cinta muraria, si capisce che l’insediamento era uno dei più grandi dell’epoca meroica, all’interno del quale era presente anche un tempio di Amon, di cui restano solo le sculture di ariete tipiche all’entrata, e un tempio del Leone, dedicato al dio kushita Apademak, splendidamente decorato di motivi zoomorfi e antropomorfi.

La particolarità di questo sito è che le cinta murarie sono state utilizzate nel corso dei secoli quale supporto dove sovrapporre iscrizioni, incisioni, graffiti, disegni con scene erotiche e profane, illustrazioni di tutti i tipi.

A Naqa, non lontano da Musawwarat, un altro gruppo di edifici di cultura meroica, meritano una visita. Qui un tempio di Amon, dalle caratteristiche sculture a forma di ariete che rappresentano questo dio all’ingresso, ha conservato meglio di tutti le due sale principali e una stele che permette di datare il complesso al I secolo. Ma sicuramente la particolarità di questo sito è nella mescolanza incredibile di influenze culturali, la dove si erge un tempio di Apademak di ispirazione egiziana, vicino a un chiosco colonnato di influenza greco-romana.

Il luogo è veramente suggestivo, con un particolare melange di capitelli corinzi, sculture di leoni, bassorilievi egizi e una scultura del dio Apademak a tre teste e quattro braccia, che potrebbe quasi sembrere di ispirazione indiana.

Proseguendo verso nord, si arriva a quella che fu la capitale più importante subito dopo il rientro in Nubia dei Faraoni Neri, Meroe.

Qui si trovano le piramidi più celebri del Sudan, più piccole e concepite in maniera sostanzialmente diversa da quelle egiziane, ma non meno interessanti e spettacolari. Innazitutto, non hanno né botteghini né venditori ambulanti, e la libertà di gironzolare indisturbati tra queste meraviglie architettoniche ne fanno un posto unico al mondo.

Il complesso si accende ancor più di magia con la luce del tramonto e dell’alba, il che vale la posa del campo tendato per passarvi la notte. Con le loro cappelle a piloni orientate ad est e la loro « finta porta » costituivano il luogo di sepoltura dei re e delle regine di Meroe, di cui la più antica risale probabilmente al III secolo a.C.