Dervisci rotanti

Foto di Anthony Pappone ©

Khartoum è la più grande e popolata città, dopo il Cairo, che sorge sulle rive del Nilo, o meglio sulla spettacolare confluenza del Nilo Azzurro con il Nilo Bianco.

Con i suoi 6.000.000 circa di abitanti, la città è un enorme mosaico di culture e uno dei centri economici più importanti di tutta l’Africa Orientale, tanto da essere indicata come la « futura Dubai africana ».

Qui convivono tradizioni e progresso, etnie e culture, e la sharija si scontra con una modernità sempre più imponente.

Il cuore di Khartoum è l’Ile de Tuti, che sorge sull’area della confluenza dei due fiumi e se a sud-est è il centro di Khartoum, dove sopravvivono ancora reminescenze coloniali, la vera Khartoum arabo-sudanese è nella parte nord-ovest, a Omdurman, dove si trovano i centri spirituali più importanti per i sudanesi e i suq più autentici che formano il mercato più grande di tutta l’Africa.

I punti di interesse a Khartoum sono un’infinità, da vari musei geologici, etnografici, storici e di storia naturale, alle belle moschee, al cantiere di barche di Omdurman, dai giardini e gli edifici coloniali dell’Università, alla cattedrale, dal suq dei cammelli, al Rachid Art Center.

Da non mancare la visita al Museo Nazionale di Khartoum, che ripercorre l’intera storia del Sudan, attraverso i resti archeologici delle differenti ere, dai monili preistorici, alle terracotte del periodo kushita, ai sarcofagi e statue del periodo napatese e merotico, fino ai bellissimi affreschi cristiani medioevali e vari oggetti del periodo musulmano.

Per chi ama la fotografia, una passeggiata sulla verde Isola di Tuti sull’estrema punta nord-ovest di Khartoum Centro, permetterà una bellissima visuale sulla confluenza del Nilo Azzurro e del Nilo Bianco e sull’ « orto » di Khartoum.

Per entrare in contatto con la vera cultura e tradizioni del popolo sudanese, non si potrà prescindere dal suo vero centro spirituale, Omdurman.

Qui uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti per i sudanesi è la tomba del Mahdi Et Bait al-Khalifa, colui che eroicamente riusci’ a sconfiggere gli inglesi e a cacciarli da Khartoum. Il luogo è il simbolo della resistenza mahdista e in quanto tale è forse il luogo più venerato dalla cultura arabo-sudanese.

Un altro luogo estremamente venerato dalla maggioranza sufi sudanese è a sud di Omdurman, la tomba dello sceicco Hamed al-Nil, anch’egli come al-Khalifa del XIX secolo, sulla quale ogni venerdi le confraternite sufi si riuniscono in processione per celebrare uno dei momenti mistici più importanti della preghiera e della ritualità sufi, il « dhikr ».

Questa danza vorticosa, simile alla danza rotatoria dei dervisci, è un vero e proprio spettacolo per i turisti, che vi possono assistere senza problemi.

Vestiti prevalentemente di bianco e di verde, i fedeli tentano di entrare direttamente in contatto con Dio, attraverso la recitazione dei versi delle fede coranica e il movimento rotatorio al suono delle percussioni, che sviluppa in loro una sorta di transe.