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Foto di Anthony Pappone ©

L’Est del Sudan costituisce una regione a sé, per identità, cultura e geografia. E’ il regno dei Beja e dei Rashaida, provenineti dalla penisola Arabica, che da sempre sono rimasti piuttosto isolate dal resto del paese.

Kassala e le Taka Mountains, al confine con l’Eritrea, meritano una visita per la loro diversità culturale e per cio’ che rappresenta questa bizzarra conformazione morfologica, che sorge in mezzo a una delle piane più fertili del paese.

Una sorta di pellegrinaggio porta ogni anno migliaia di giovani coppie ai piedi delle Taka Mountains, nel villaggio di Totil, dove una sorgente alimenta un pozzo che dona la fertilità.

Ma le Taka Mountains sono anche il centro spirituale dell’intera regione, che accoglie la seconda confraternita più importante del Sudan, quella del Khatmiyah, dal nome del suo fondatore Mohammed Osman Al-Khatm.

Questa confraternita è diventata anche il simbolo dell’identità dei sudanesi dell’Est e la moschea di Khatmiyah del XVIII secolo, nel villaggio omonimo, rappresenta il vero e proprio centro spirituale, dove si conserva ancora la tomba dello sceicco Seyyd Hassan al-Mirghani, figlio del fondatore.

A Kassala il souq è il cuore pulsante della città e qui si riuniscono le genti provenineti da tutta la regione e di tutte le tribù, tra cui i Beja che si distinguono per la loro elegante tentuta tradizionale, la gallabiya, ornata spesso da una spada.