Casa nubiana

Foto di Anthony Pappone ©

Gli abitanti della Nubia, chiamati in antichità i kushiti, costituiscono uno dei popoli con la più forte identità in Sudan.

La loro appartenenza è ancora oggi spesso marcata da scarificazioni sul viso e se la loro lingua è ormai stata contaminata dall’arabo, si trovano ancora nella zona di Dongola dei dialetti di origine kushita.

La zona abitata dai nubiani si puo’ individuare in quell’area della Valle del Nilo che va dalla 1a alle 6a cataratta del fiume.

Di questa civiltà antichissima rimangono oggi numerose testimonianze archeologiche, ma molte sono andate perdute con la costruzione della diga di Assuan, che ha spazzato via anche un buon numero di villaggi nubiani.

Il popolo nubiano è anche uno dei più ospitali del paese e le loro caratteristiche case tradizionali in argilla intonacata e dipinta e le loro bellissime porte decorate, sono oggi aperte ai visitatori di passaggio, senza alcun pregiudizio.

All’altezza della 3a cataratta, si trovano i villaggi tra i più caratteristici, oltre a interessanti siti archeologici dell’epoca più antica kushita, quando la capitale era Kerma e le costruzioni tipicamente kushite erano le deffufas.

Testimonianze straordinarie, dell’epoca successiva, in cui la Nubia era governata da un vice-faraone egiziano, sono il Tempio di Sesibi, quello di Sadenga e il Tempio di Soleb, quello che ha resistito meglio alle ingiurie del tempo.

Una sosta merita il piccolo villaggio di Tombus, con gli esempi più belli e colorati di antiche porte nubiane, una grande statua scolpita nel granito locale durante il periodo egiziano e la stele di Tutmotse III, che celebra la famosa vittoria dell’Egitto sui re Kushiti.