Arte Tradizionale

L’artigianato locale non hanno avuto grande sviluppo in Sudan e si riduce a pochi manufatti utilitari. Tra questi solo i bijoux (collane, orecchini, anelli) rappresentano un ornamento. Per il resto si tratta di manufatti in cuoio, ceste nubiane, bellissimi tessuti per abiti tradizionali, coltelli e sciabole, legati all’utilizzo quotidiano attuale o del passato. Un unicum di arte decorativa sudanese contemporanea, è costituito dalle coloratissime porte nubiane.

L’arte antica sudanese vanta invece esempi straordinari di pitture murali millenarie, fortemente influenzati dalla civiltà egizia, affreschi nubiani di epoca cristiana, in cui sono evidenti richiami stilistici all’arte bizantina, preziosi geroglifici, bassorilievi, vasellame e arte scultorea di tutte le epoche. Alcuni pezzi di incredibile interesse sono oggi conservati al Museo Nazionale di Khartoum e molti altri sono ancora conservati en plein air nei siti archeologici disseminati un po’ ovunque nel paese.

Architettura

L’architettura, ivi inclusa la scultura monumentale, è la testimonianza delle civiltà antiche che si susseguirono su queste terre. Ancora oggi i reperti archeologici di inestimabile valore che popolano la Nubia, parlano di antichi regni kushiti, dominazioni egiziane e contaminazioni stilistiche.

Uno dei siti archeologici più estesi e antichi del Sudan si trova a Kerma, un tempo capitale del regno kushita. Qui vi sono testimonianze risalenti a 9000 anni fa nelle necropoli più antiche di tutta l’Africa. Le costruzioni tipiche di una civiltà nubiana scevra di influssi esteriori egiziani, sono le monumentali Deffufa di Kerma, due complessi costruiti in mattoni d’argilla, di cui ancora non si conosce con precisione la destinazione d’uso, ma furono probabilmente dei siti religiosi.

L’era della Nubia egiziana ci ha tramandato invece grandiosi templi di raffinata fattura, il cui stile venne importato dai potenti faraoni egiziani. Tra gli esempi più alti furono il tempio di Ammon di Djebel Barkal e quello di Soleb con le bellissime colonne papiriformi.

L’età d’oro della civiltà nubiana e quindi anche della sua architettura, fu l’era dei Faraoni Neri, in cui imponenti piramidi, estese necropoli e raffinate architetture vennero costruite a El-Kurru, Nuri e Meroe che ne fu la fiorente capitale.

Per quanto riguarda l’era cristiana della Nubia, la testimonianza più significativa è nel vastissimo sito della vecchia Dongola, dove un antico palazzo in mattoni di terracotta, un’antica cattedrale e meravigliosi affreschi sono ancora conservati.

Musica

La musica sudanese è un mix di sonorità arabo-sudanesi influenzate dalle melodie tradizionali religiose. In particolare la musica madee, che accompagnava la recitazione dei salmi, e sufi, che ancora oggi accompagna la bellissima danza ipnotica dei dervisci.

Dopo l’indipendenza, la musica occidentale ha fatto timidamente il suo ingresso in Sudan e con l’allentarsi del rigore islamico, sono nati molti gruppi musicali tra le nuove generazioni, che traggono ispirazione dal jazz, dal pop e dal raggae, pur mantenendo un’impronta tipicamente sudanese.

Tra i nomi più noti del panorama musicale sono Mohammed Wardi, Mohammed Al-Amin e Abdel Karim el-Kabli.

Cinema e Fotografia

L’industria cinematografica sudanese si riduce essenzialmente a un nome, ma si tratta di un nome molto importante, Gadalla Gubara, il pioniere di tutto il cinema africano.

E’ suo il primo film a colori realizzato in Africa nel 1950, Song of Khartoum.

Letteratura

La letteratura in Sudan è strettamente legata alla cultura islmaica. La lingua in cui si scrive è l’arabo.

Se inizialmente la storia veniva trasmessa oralmente, quando si comincio’ a scrivere su carta erano soprattutto poesie e riflessioni sui versi del Corano. E’ solo in tempi moderni, durante la colonizzazione e nel periodo post-coloniale che si sviluppa una letteratura vera e propria e un’elite intellettuale.

Lo scrittore più importante fu Tayeb Saleh, il primo che ad affrontare temi sociali e culturali.

Nonostante la società patriarcale sudanese trovasse sconveninete che una donna scrivesse, non mancano nomi femminili nella letteratura degli anni ‘60/’80, tra cui Malkat ed-Dar Mohammed.