1-Danza delle maschere

Foto di Anthony Pappone ©

Chiamata la Venezia del Mali perché sorge sulle acque, nel punto in cui il fiume Niger incontra il fiume Bani, Mopti è il porto più importante e movimentato del Mali, attorno a cui ruotano gran parte delle attività commerciali del paese.

Circondata da risaie, il suo agglomerato è uno dei più popolosi dopo Bamako, abitato da numerose etnie, soprattutto da Bozo e Fula, che hanno stabilito qui le loro attività.

E’ decisamente una città caotica, ma proprio in questo risiede il suo fascino. Sul molo si vedrà scaricare di tutto e di più, dalle lastre di sale provenienti da Timbuktu, a chili e chili di pesce essiccato, bestiame diretto ai mercati, legna da ardere ed etnie di tutti i tipi che passano per questo crocevia di scambi e di trasporti.

Lungo le sue rive si costruiscono le pinasses tradizionali più belle ed è tappa obbligata per chi volesse risalire il fiume fino a Timbuktu. Il tragitto che dura circa due giorni è forse uno dei più interessanti del paese, lungo il quale si pernotterà sulle belle dune di sabbia delle sponde del lago Debo, meta prediletta di ippopotami e di uccelli migratori, attraverso paesaggi lagunari si giungerà a Niafunké, cittadina famosa soprattutto per aver dato i natali al più importante musicista maliano, Ali Farka Touré, fino ad arrivare a Korioumé, il porto che dista circa 15 km dalla città di Timbuktu e dalle prime dune di sabbia del Sahara.

A Mopti si possono organizzare anche brevi gite in pinasse di qualche ora, fino all’isola che separa i due fiumi o nei dintorni, tra i numerosi e interessanti villaggi Fula, Bozo e Somono, alla scoperta di belle ceramiche artigianali, di coperte colorate tessute a mano e dei famosi e giganteschi orecchini d’oro chiamati kwoteani kanye, che le donne Peuhl (Fula) portano come ornamento, assieme alle labbra tatuate di nero.