1-Danza delle maschere

Foto di Anthony Pappone ©

Il fiume Niger con i suoi 4200 km è il terzo fiume di tutto il continente africano. Nasce in Guinea Conakry dai monti del Fouta Djalon, attraversa il Mali, il Niger, il Benin e la Nigeria e si getta nell’Oceano Atlantico.

Il Mali non ha sbocchi sul mare e il Niger, con i suoi affluenti, costituisce l’unica fonte idrica del paese, senza la quale non vi sarebbe che deserto. Il fiume percorre il paese per 1700 km, irrigandone il delta, fornendo energia idroelettrica, itticoltura e costituendo un’importante via commerciale. Bamako è divisa in due dal Niger, la riva destra e la riva sinistra, unite da tre ponti. Mopti è il principale porto commerciale del paese, bagnato sia dalle acque del Niger che da quelle del Bani, seguito dai porti di Segou e Koulikoro. Ancora Timbuktu, Niafunké e Gao beneficiano delle acque di questa fonte inestimabile che porta vita anche nel deserto.

Il Niger possiede nomi differenti a seconda delle zone che bagna. Per esempio a Ségou viene chiamato Djolibà, il sangue che scorre nelle vene e che dona la vita; tra Mopti e Niakunké il suo corso si apre nel lago Debo, che in lingua peulh significa donna, la donna da cui nasce la vita; a Gao prende il nome di Issabere, la grande madre di tutte le acque.

Lungo le sue rive si coltivano riso, miglio, canna da zucchero, mais, cotone, sorgo e ortaggi.

Il fiume Niger è il centro attorno a cui ruota l’intera vita ed economia del paese, nonchè la sua storia.

Durante tutto l’anno, anche quando il livello dell’acqua è basso, è percorso da un viavai di pinasse, caratteristica imbarcazione di legno, fabbricata a mano nei principali porti fluviali del paese, da vere e proprie maestranze che si tramandano il mestiere di generazione in generazione.

Risalirlo con una pinasse risulta essere un’esperienza di grande interesse culturale, naturalistico e faunistico, in cui si incontrano per esempio gli ippopotami del lago Debo, maggiormente avvistabili durante la stagione secca, si visitano numerosi villaggi tradizionali con le loro belle moschee di fango, alla scoperta delle tradizioni e della cultura dei popoli che da centinaia di anni abitano quelle rive. A bordo delle pinasses vi sono delle toilettes spartane e si preparano le prime colazioni e i pranzi, mentre al tramonto si ormeggia e ci si accampa sulla riva per la cena e per la notte, accendendo dei fuochi durante la stagione più fresca, ammirando il cielo stellato e ascoltando i rumori della natura.