Per quanto riguarda l’alimentazione, le possibilità sono numerose, sia nella qualità del cibo che nella categoria e prezzo dei ristoranti. Si possono trovare comodi ristoranti climatizzati che offrono piatti della cucina internazionale; ristoranti locali caratteristici dove si servono esclusivamente piatti tipici della cucina maliana; ristoranti senegalesi, togolesi, ivoriani, vietnamiti, cinesi, marocchini, indiani e perfino pizzerie, anche se la pizza servita non ha molto a che vedere con quella italiana. Oppure si può mangiare con pochissimi franchi cfa lungo i bordi delle strade, dove le donne friggono o arrostiscono in continuazione cibo da mangiare sul posto, seduti su una panca di legno o portare via con delle bustine di plastica.

Nei villaggi rurali si mangia all’interno dei campements comunitari e solo con prenotazione anticipata. La cucina è rigorosamente maliana, genuina e saporita, preparata espressa alla brace. Se capita di dover aspettare parecchio prima di essere serviti, prima di lamentarci dei ‘ritmi africani’, sarà un buon esercizio pensare che nell’attesa, qualcuno sta spennando un pollo per noi, o delle donne hanno camminato per chilometri inerpicandosi su e giù per la falesia, per andare a prendere l’acqua necessaria al pozzo più vicino.

In linea di massima l’alimentazione maliana si basa soprattutto sui cereali, sul riso, il pesce e la carne, di pollo, montone e mucca. Il miglio, il fonio, il mais o il sorgo sono tra le alternative principali al riso, vengono preparati sotto forma di couscous o di conistente puré (il tò) e accompagnati da salse a base di carne, di pesce, di verdure speziate o di gombo, una salsa verde e collosa ottenuta dai bacelli del gombo (chiamato anche okra). Uno dei piatti tipici maliani è il riso con la salsa a base di arichidi, pomodoro e cipolla. Le patate, sia dolci che non e le banane vengono fritte come contorno per montone, pollo, pesce arrosto o brochettes, buonissimi spiedini di carne di vitello. Mentre la manioca viene tritata e schiacciata ottenendo l’atieké. Il piatto più caratteristico dei Tuareg è l’alabadja, riso bianco mischiato a carne tritata e salsa di burro. Il capitaine, il pesce persico, è un altro alimento essenziale della cucina maliana e ai bordi delle strada si trovano continuamente donne intente a friggerlo e venderlo per pochi soldi. Gli ortaggi, coltivati lungo le rive del fiume Niger, vengono cotti principalmente come ingrediente nelle salse di accompagnamento e l’insalata cruda viene servita in ricchi abbinamenti con peperoni, cetrioli, pomodori, tanta cipolla cruda e condita con una salsa vinaigrette. La frutta locale consiste soprattutto in arance molto aspre e dalla scorza durissima, limoni piccolissimi, verdi come i lime e molto saporiti, mentre sicuramente il frutto più caratteristico del Mali è il mango che nella zona di Sikasso e del Mandé raggiunge dimensioni enormi e sapori dolcissimi.

Le bevande internazionali come coca cola, fanta e sprite sono diffusissime, ma il marchio locale è D’jino, che produce acqua tonica e succhi di frutta gassati e zuccherati di vari gusti. La birra più diffusa è la danese Castel, prodotta a Bamako, e la senegalese Flag, mentre quella artigianale è la birra ottenuta dal miglio, bevanda molto fermentata e caratteristica di alcune zone rurali dove viene venduta sfusa o assaporata nelle calebasse (guscio della zucca) e si chiama dolo. Il jijimbere, la citronelle e il succo di baobab sono altre bevande molto popolari a base di zenzero, citronella e polpa del « pane di scimmia » (il frutto del baobab). Tra gli infusi uno dei più buoni è il bissap ottenuto dai fiori di ibiscus, mentre il degué è lo yogurt locale a base di miglio. Il tè è un vera istituzione, verde e molto forte, la sua preparazione osserva delle regole e dei movimenti quasi rituali. Le teiere si riempiono tre volte e la prima tazza ad essere servita è “forte come la morte”, la seconda è “dolce come la vita”, mentre la terza è “zuccherata come l’amore”. I maliani amano molto anche il tè lipton e il nescaffè, che si servono alla prima colazione con latte in polvere e accompagnati da pane e marmellata o pane e maionese calvè.