L’Africa Occidentale, considerata oggi una delle terre più povere al mondo, conobbe durante il Medio Evo un periodo florido e prospero, con la nascita di tre Imperi e numerosi regni, tra i più ricchi e importanti del mondo, che fecero la gloriosa storia di questi popoli.

Da ritrovamenti archeologici in Senegal, Guinea, Mali e Mauritania, si hanno testimonianze che quelle zone erano abitate nel 200.000 a.c. dall’homo erectus. In Marocco i più antichi insediamenti umani risalgono al Paleolitico e al Neolitico. Da pitture rupresti rinvenute nelle aeree desertiche, si hanno prove che circa 6000 o 7000 anni fa, quelle zone erano fertili pianure che davano sostentamento a una popolazione di agricoltori e allevatori. I mutamenti climatici portarono lentamente all’inaridimento e alla desertificazione della zona e alla formazione delle distese di sabbia del Sahara. Fu l’introduzione del ferro a gettare le basi di una rinascita di queste terre e la formazione dei primi nuclei umani organizzati. Nel territorio dell’odierno Marocco si insediaroni i fenici a partire dall’800 a.C. e nel IV secolo fiori’ il regno berbero di “Mauretania” che ebbero un ruolo determinante durante le guerre puniche e la lotta contro i romani. Nella fascia subsahariana si ritiene che Djenné-Djeno fu il primo insediamento urbano dell’Africa dell’Ovest e venne fondata nell’attuale Mali nel 300 a.c. Con i commerci transahariani di oro, schiavi, sale e argento, il Sahel e il deserto divennero le zone più ricche dell’Africa su cui si insediarono e si svilupparono i più potenti imperi del medioevo.

L’Impero del Ghana

Intorno al V secolo d.c. sorse il potente impero del Ghana ad opera dei Soninké, nell`attuale Mali, Senegal e Mauritania. Quello che fece la forza dell’impero fu la diplomazia dei sovrani animisti, che aprendosi anche all`Islam,  ebbero sempre dei buoni rapporti con i mercanti musulmani e mantennero così il monopolio del commercio dell’oro che passava sulle proprie terre. Tuttavia, quando nell’XI secolo l`Impero si trovava all`apice dello splendore, nella parte occidentale del Sahara cominciò a formarsi un gruppo di riformatori musulmani, gli Almoravidi. Le continue incursioni di questi ultimi sconvolsero e minarono alla radice l`Impero, fino a che non lo conquistarono definitivamente nel 1076.

L`Impero del Mali

Bisognerà aspettare il 1235 d.c. per vedere fiorire un altro regno della medesima grandezza, quando Soundiata Keita, un giovane malinke dei monti Manding, a capo di un piccolo stato chiamato Mali, cominciò la sua opera di conquista ed espansione verso l’attuale Mali, Senegal e Niger. Alla  fama e grandezza di Soundiata contribuì anche la predizione che uno stregone fece a sua madre, donna di incredibile bruttezza, prima di partorirlo. Lo stregone predisse che suo figlio sarebbe stato il più grande re del mondo. In realtà Soundiata nacque con entrambe le gambe paralizzate, ma miracolosamente a 9 anni ne riacquistò l`uso, diventando un uomo di straordinaria forza. Nel 1255 quando Soundiata morì, l`Impero da lui governato, controllava la quasi totalità dei commerci transahariani e seguiva la prima carta costituzionale per i diritti umani che sia mai stata proclamata (in questo caso tramandata oralmente), la Charte du Mandé, pronunciata a Kouroukan Fouga alla fine del 1222, durante l’elezione di Soundiata a re del Mali. Durante il regno di un altro grande sovrano, Kankan Moussa (1317-37), l`Impero si estendeva dall`Oceano Atlantico, alla citta` di Gao, al massiccio del Fouta Djalon e alla citta` di Tamdekka. Kankan Moussa introdusse la religione islamica come religione di corte e strinse ulteriori rapporti diplomatici con il mondo arabo, affrontando anche un pellegrinaggio alla Mecca nel quale portò con sè una tale quantità di oro che fece collassare il mercato egiziano. Nella seconda metà del XIV secolo tuttavia, numerose rivolte interne portarono l`impero del Mali verso il declino.

L`Impero Songhai

Durante l`impero del Mali, il piccolo stato vassallo di Songhay, lungo le rive del fiume Niger, cominciò piano piano a prendere potere e con l`avvento della dinastia Sonni divenne per cento anni la maggiore potenza della parte occidentale. Sonni Ali Ber (1465-92) fu un grande guerriero e dopo aver conquistato Timbuktu, portò i Songhai all`indipendenza dall`impero del Mali nel 1468. Suo figlio, che gli successe al trono, venne spodestato da Mohamed Toure`, il quale prendendo il titolo di Askia mise fine alla dinastia Sonni. Askia fu un grande guerriero, ma anche un musulmano devoto che fece prosperare enormemente la cultura islamica a Timbuktu. Sotto la guida di suo figlio Askia Daoud, l`Impero raggiunse il massimo splendore, governava su quasi tutta l’Africa occidentale e controllava l`intero commercio dell`oro che passava per Djennè e Timbuktu. Nel 1583 quando Askia Daoud morì, le rivalità dinastiche interne indebolirono l`Impero e lo resero vulnerabile alle incursioni dei marocchini, desiderosi di controllare il commercio dell`oro. Nel 1591 Djennè e Timbuktu passarono sotto il controllo marocchino. Ma la loro potenza non fu mai come quella dei tre precedenti imperi e questo favorì l`affermarsi di nuovi Stati, dell`influenza dei Tuareg nella regione desertica e di svariate djihad dei popoli islamizzati verso i popoli animisti. Nell’attuale Senegal il potere maggiore si concentrò nella popolazione wolof e nel loro Impero di Jolof. Gi hausa fondarono importanti centri come Katsina, Kano e Zinder. Piùa sud sorsero numerosi regni, tra cui quello del Benin (attuale Nigeria), quello del Dahomey in Benin, quello dei Mossi in Burkina Faso e quello degli Akan-Ashanti in Ghana. La dispersione del potere e l’apertura delle rotte occidentali lungo la costa atlantica dell’Africa, spezzarono il monopolio commerciale delle carovane trans-sahariane e prepararono la strada verso la colonizzazione francese.

Colonizzazione e Indipendenza

Nella seconda metà del XIX secolo, quando l’impero Toucouleur di El Hadj Omar Tall era il più potente nell’entroterra africano occidentale, i francesi e gli inglesi avevano già cominciato a imporre il loro controllo sulla costa del Senegal, delle Sierra Leone e della Nigeria, mentre i portoghesi avavano già da tempo la loro base in Guinea Bissau. All’inizio il controllo europeo si basava su accordi commerciali con le popolazioni locali, ma poi fu una vera e propria opera di conquista militare, che portò alla colonizzazione e a sua volta ad accordi stipulati solo tra le potenze europee per la spartizione dei possedimenti africani. Il Togo e il Camerun erano in mano tedesca, il Portogallo mantenne la Guinea Bissau e Capo Verde, gli inglesi il Gambia, la Nigeria, il Ghana e Sierra Leone, i frencesi occuparono oltre al Maghreb (in parte minore anche sotto il controllo della Spagna) tutta la fascia del Sahel, la più grande colonia che venne chiamata Afrique Occidentale Française o Sudan francese. La conversione religiosa e la civilizzazione dei popoli africani, furono solo un pretesto da parte dei coloni per ricavare materie prime dai territori dell’Africa.

La più grande opposizione da parte dei locali verso i governi europei, venne dai gruppi religiosi di fede islamica e dalle elite africane, che si radunavano nei circoli sportivi, nelle associazioni di volontari e più tardi nei sindacati. La nascita dei primi partiti locali portò lentamente l’Africa dell’Ovest verso l’Indipendenza. Il primo stato ad ottenere l’Indipendenza fu il Ghana nel 1957 seguito dalla Guinea e dal Marocco nel 1958.Nel 1960 fu la volta di Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Nigeria, Togo, Senegal, poi il Mali, il Gambia nel 1965 e per ultimo la Guiea-Bissau nel 1973 dopo una sanguinosa guerra contro il Portogallo.

La storia contemporanea dell’Africa Occidentale è purtroppo fatta di dittature e colpi di stato, di scontri tra etnie e corruzione, ma ad oggi la situazione sta lentamente migliorando e non mancano esempi di vera democrazia come Capo Verde, Ghana e Senegal. In Benin e Burkina Faso i governi sono ancora pseudo-militari, ma cominciano ad avere una sorta di legittimazione democratica e concedere sempre di più, se vogliono continuare a restare al potere. In Mauritania nel 2005 il colpo di stato ha fatto sperare in una maggiore apertura e in Togo sempre nel 2005 la successione dinastica del potere è stata riconosciuta illegale. In Marocco la monarchia parlamentare, pur avendo una storia di dure repressioni sui dissidenti, ha dimostrato ultimamente un grande impegno nella lotta per i diritti umani.