L’Africa dell’Ovest annovera quattro tra i paesi più poveri del mondo. Niger, Sierra Leone, Burkina Faso e Mali.

Nonostante la cancellazione del debito pubblico, le economie di questi paesi sono soggette a svariati fattori, sia climatici che politici e stentano a decollare.

Siccità, calamità naturali e soprattutto la crisi ivoriana, principale causa dell’isolamento commerciale dei paesi saheliani senza sbocco sul mare, concorrono alla fragilità di un’economia basata soprattutto sull’agricoltura e l’allevamento.

Il cotone, chiamato l’oro bianco, è la materia prima più esportata, che partecipa maggiormente al prodotto interno lordo dei paesi dell’Africa occidentale e copre il 17% della produzione mondiale.

Si esporta anche il karité, comprato soprattutto dalle industrie cosmetiche occidentali.

Il Niger e la Mauritania sono ricche di petrolio, il Ghana e il Mali possiedono giacimenti e miniere d’oro.

Anche l’industria del turismo, particolarmente sviluppata in Marocco, negli ultimi anni è in forte crescita, soprattutto nel campo di un turismo solidale e ecologico. Insomma, un futuro economico migliore si spera per questi paesi e qualche sentore di sviluppo comincia a dare i propri benefici.