0-Copertina-Porto di Elmina (Foto di Anthony Pappone)

Foto di Anthony Pappone ©

Cape Coast è la cittadina più interessante del Ghana da un punto di vista storico e culturale, triste retaggio di quello che fu il più importante centro per la tratta degli schiavi di tutta l’Africa occidentale.

Ex capitale dell’impero britannico, qui venivano fatti convogliare tutti gli schiavi dai paesi vicini e lontani, come Nigeria e Burkina Faso, ammassati nelle segrete della fortezza e infine imbarcati come animali nelle stive delle navi in partenza per l’America.
Oggi queste tristi vicende storiche non impediscono a Cape Coast di essere una piacevole cittadina dedita alla pesca, con un’atmosfera rilassata che ne fa un buon luogo dove pernottare prima di partire alla scoperta del vicino Kakum National Park o delle bellissime spiagge più a sud.

Da visitare è l’imponente castello che si affaccia sul mare e domina la città. Nel 1637 venne trasformato in fortezza dagli olandesi, fu ampliato dagli svedesi nel 1652 e dopo una serie di passaggi di proprietà venne conquistato dagli inglesi nel 1664, che ne fecero il proprio quartier generale fino al 1877, quando la capitale fu spostata ad Accra. Il personale conduce delle interessanti visite guidate alla scoperta delle stanze del governatore, lussuose e luminose, delle segrete buie e umide dove venivano ammassati gli schiavi, delle macabre celle per i condannati e infine della simbolica Porta del Non Ritorno.
Al primo piano è stato allestito un museo che ripercorre la storia del Ghana, della tratta degli schiavi e della cultura Akan.

A 15 km da Cape Coast si trova Elmina. Sorge su un istmo tra le acque dell’oceano Atlantico e quelle della Benya Lagoon e il suo è uno dei porticcioli più pittoreschi del Ghana. La sua attrattiva principale sono gli antichi posuban (santuari) e il St. George’s Castle, tra le più antiche fortezze di tutta l’Africa subsahariana. Venne costruito nel 1482 per mano dei portoghesi, ai quali venne sottratto nel 1637 dagli olandesi, che ne fecero fino al 1872, data della conquista da parte della corona britannica, il quartier generale in Africa della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. I suoi sotterranei furono dapprima usati come magazzini per l’oro, poi trasformati in celle e rimesse per gli schiavi e in una di queste venne tenuto prigioniero per ben 4 anni il re degli Ashanti, Prempeh I. Oggi il fossato che lo circonda è asciutto e disseminato di palme, mentre la chiesa costruita un tempo dai portoghesi e trasformata dagli olandesi in sala per le aste degli schiavi, ospita un museo sulla storia di Elmina.

Sulle sponde opposte della laguna sorge la più piccola fortezza di Fort St. Jago, costruita dagli olandesi nel 1652. La vista da qui è superba e assieme al Castello di St. George è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.