Clima

Il clima dell’Africa Occidentale subsahariana è a nord prevalentemente secco e caldo, con l’harmattan, il vento proveniente dal Sahara, che soffia per gran parte dell’anno. Le temperature oscillano tra i 15 gradi notturni e i 30 gradi diurni durante i mesi invernali (nelle località desertiche in inverno la notte si possono registrare anche °0/°5), mentre durante i mesi primaverili di aprile e maggio si registrano 28 gradi notturni e 42 diurni, ma le alte temperature sono sopportabili grazie al clima secco. A giugno le temperature si riabbassano per effetto della stagione delle piogge che dura in linea di massima fino ad agosto.

Lungo la costa e nei paesi più a sud le temperature sono più contenute, mitigate dall’effetto dell’oceano, ma sono anche zone più umide e la stagione delle piogge è leggermente anticipata rispetto alle zone del Sahel. Nella fascia a nord del Sahara, il clima varia da caldo a secco in prossimità del deserto, al clima mediterraneo della costa marocchina, fino agli inverni rigidi ed innevati sulla catena dell’Alto Atlante.

Territorio

L’Africa dell’Ovest si divide geograficamente in tre grandi fasce pricipali. Quella più a nord è occupata dalle sabbie del deserto del Sahara e dalla vegetazione mediterranea del Marocco settentrionale, quella intermedia è la zona semidesertica del Sahel, caratterizzata da sporadica vegetazione arbustiva che si dirada sempre più in sterpaglia man mano che ci si avvicina al deserto, e infine nei paesi più a sud e in prossimità delle coste atlantiche una vegetazione più tropicale, rigogliosa, fatta di foreste e boscaglia.

Morfologicamente è costituita in prevalenza da zone pianeggianti, leggermente ondulate, che salgono a toccare raramente vette più alte dei 1000 metri, mentre la catenadell’Atlante marocchino raggiunge picchi di 4.000 metri.

Nonostante la zona montagnosa non sia particolarmente estesa, da essa nascono alcuni tra i principali fiumi dell’Africa Ovest. Il Niger nasce dal Futa Djalon, la cui vetta più alta raggiunge i 1538 metri,  ed è il terzo fiume più grande dell’Africa. Il fiume Volta attraversa il Burkina Faso e il Ghana, il fiumeSenegalal confine tra la Mauritania e il Senegal, bagnato anche dal Casamance a sud. Lungo i corsi d’acqua, lungo le coste e all’interno dei parchi nazionali vi è la concentrazione maggiore di flora e fauna.

Flora e Fauna

Gran parte dei paesi costieri, come Togo, Benin, Ghana e Guinea, che ricevono il maggior numero di precipitazioni e hanno un clima più umido, presentano aree di fitta vegetazione, in alcune piccole zone vere e proprie foreste pluviali. Man mano che ci si allontana dalla costa in direzione nord, il paesaggio si inaridisce e comincia la brousse del Sahel, fino a diventare deserto con le primedune del Sahara. In ciascuno di questi tre paesaggi principali cresce una vegetazione differente, che va da boscaglia e fitti rampicanti nelle zone umide, ricche di banani, ananas, papaye e manghi, alla savana dapprima arbustiva, tipica del Sahel, abitata da alcune famiglie di alberi resistenti ai terreni sabbiosi e ai climi aridi, come i tamarindi, neré, karité, palme, sicomori e manghi, che si diradano sempre più in semplice sterpaglia man mano che ci sia avvicina al Sahara.  Nelle zone a nord del Sahara la vegetazione va progressivamente rinfittendosi di palmeti, uliveti, piante di argan e macchia mediterranea, man mano che ci si lascia il deserto alle spalle e ci sia vvicina alle catene montuose e alle coste atlantiche e del mediterraneo.

Nelle zone semidesertiche uno degli alberi che riesce a crescere in condizioni di siccità è il Baobab (adasonia digitata), il simbolo dell’Africa. Questo grande albero, dal tronco tozzo e i rami deformi, che alcune popolazioni locali ritengono dotato di poteri magici per la sua resistenza alla siccità e la sua longevità, è sicuramente l’albero più importante per le popolazioni locali. Della famiglia delle bombacacee, è un albero secolare che può raggiungere i 36 metri di altezza e i 6 metri di diamentro, viene praticamente utilizzato in tutte le sue parti. I fiori grandi e carnosi si consumano crudi, le foglie, ricche di calcio e ferro, si mangiano come verdura o come spezia. I frutti, grandi chicchi di dolce polpa bianca, racchiusi da un duro guscio, sono ricchi di vitamina B1 e C e si succhiano al naturale o si pressano per essere mischiati all’acqua e bevuti come bibita rinfrescante. I gusci del frutto si fanno essiccare e si usano come utensili, dalle radici si estrae una tintura di colore rosso, mentre il tronco spesso cavo può fungere da riparo. Le proprietà terpeutiche sono molteplici. Con le foglie si curano infiammazioni, asma, coliche, febbre, sudorazione eccessiva, diarrea e infezioni urinarie. La scorza è un rimedio contro il rachitismo e un calmante per il mal di denti. La polpa dei frutti è indicata contro la dissenteria, ha proprietà fortificanti e curative contro la malaria.

I parchi nazionali sono numerosi e situati quasi tutti in zone remote. Il periodo migliore per gli avvistamenti degli animali è da marzo a maggio, quando l’acqua scarseggia e la vegetazione è meno fitta.

Il Parc regional du W tra Niger, Benin e Burkina Faso deve il suo nome alla traccia che il fiume Niger disegna attraversando l’area. Qui è possibile avvistare leopardi, elefanti, ghepardi, leoni, babbuini, coccodrilli e iene, oltre a numerose specie di uccelli e oltre 500 specie di piante.

Il Parc National de la Pendjari, situato in Benin, è forse il parco meglio organizzato dell’Ovest ed è abitato da elefanti, leopardi, bufali, ippopotami e leoni.

Il Mole National Park è il più bello del Ghana e ospita elefanti, babbuini, 90 specie di mammiferi diversi e 300 specie di uccelli.

Tra le specie più diffuse nel Sahel sono le scimmie, gli elefanti, le antilopi e varie specie di gazzella, come la gazzella dama, che tuttavia è a rischio di estinzione, per via della desertificazione e perchè i suoi pascoli sono stati occupati dagli animali da allevamento.

Tutela

Alcune delle principali minacce per l’ambiente in Africa Occidentale sono il disboscamento, la desertificazione, l’inquinamento e la caccia.

Il primo è conseguente allo sfruttamento del carbone tra le principali fonti di energia e la crescita demografica che richiede nuove aree per la costruzione di immobili, mentre il secondo è dato dalla lenta avanzata del Sahara e l’erosione del suolo.

Un altro fattore di minaccia per l’ambiente è dato dai gas di scarico delle automobili e dalle cattive abitudini poco rispettose della natura circostante. Basterà una visita nelle principali capitali, per rendersi conto di questi difetti. Le strade caotiche sono intasate dal traffico di macchine e motorini e parecchia immondizia, non biodegradabile, viene abbandonata con nonchalanche ai bordi delle vie. Tuttavia si intuisce che gran parte della popolazione sta cominciando a prendere coscienza della situazione. Molti indossano mascherine per affrontare i gas tossici nelle strade, i governi mandano in televisione numerose campagne pubblicitarie per sensibilizzare al problema del disboscamento e il riciclaggio è ben radicato, le bottiglie di plastica si rivendono e le bevande sotto vetro vedono una maggiorazione del prezzo, se non si porta in cambio il vuoto.

Un tipo di turismo eco-sostenibile sta prendendo sempre più piede.

L’agenzia Kanaga Adventure Tours contribuisce organizzando, tra le varie proposte di viaggio, dei trekking a piedi, nel pieno rispetto della natura, in cui le uniche tracce che si cerca di lasciare sono le impronte delle scarpe.